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Blog di cultura - critica - arte - recensioni
letteratura
20 novembre 2019
“Nella mia selva sgomenta la tigre”, un libro di poesia di Moka (Monica Zanon)

<<In ogni selva c'è una tigre che sgomenta, che fa sentire il suo ruggito, che altera il caos della selva in cui vive: nella mia poesia è la tigre, una creatura tormentata e forte, che si lecca le ferite per ricordare il sapore e sono proprio queste che creano il suo particolare manto a strisce>>   (Moka)

70345540_2293126307665108_796920646218022912_n.jpgLa poetessa Monica Zanon, classe 1982, ha una nipote che da bambina storpiava il nome della zia in Moca. Così Monica, quando pubblicò i suoi primi libri, l’ha utilizzato come pseudonimo, trasformandolo in Moka, come il nome della famosa caffettiera che usa sempre per prepararsi il caffè, nero come l’inchiostro, che beve a tutte le ore, soprattutto in quelle notturne. È di notte, infatti, che scrive, poiché di giorno lavora in una ditta di aeronautica a Reggio Emilia. In pratica gli elicotteri sono la sua seconda passione, fondamentale quanto la poesia, forse perché con entrambe, come lei stessa afferma, può volare. Subito dopo aggiunge <<Sono cresciuta sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, a Solcio di Lesa, dove i miei genitori possiedono un’azienda agricola e adoro il paesaggio lacustre, tanto che il mio carattere si riflette in esso: ogni giorno è diverso dall’altro. In pratica, appena posso lascio la città in cui vivo e torno qui nella mia terra natale>>.



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arte
11 dicembre 2017
Ciao Primo!



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letteratura
17 gennaio 2016
MUTA È ORA LA MIA VALLE
 
MUTA È ORA LA MIA VALLE

di

Giuseppe Possa

 

Dalla città – caotica metamorfosi –

torno tra le mie montagne,

dove un tempo s’udivano

suoni di campanacci



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letteratura
26 settembre 2013
La voce poetica e la 'testimonianza' libere e intense di Giuliana Murgia ne “ I giardini di Alcatraz”

 

La conoscenza di Giuliana Murgia è avvenuta per ragioni lavorative in ‘comune’, con un termine che anche in senso letterale indica la stessa professione presso il Municipio di Villadossola e in modo specifico soprattutto la sua biblioteca. So che potrebbe essere un azzardo – forse dettato dai ricordi impregnati di una certa nostalgia – ma se questo suo volume di poesie va considerato il suo personale “Giardino di Alcatraz” (come indica il suggestivo titolo al plurale), la nostra vecchia amicizia e il sodalizio appunto nella professione, che hanno percorso con battagliero spirito critico quasi un ventennio amministrativo, possono ben rappresentare un ideale “rifugio-oasi” contro il degrado politico, ambientale e culturale del nostro paese (e del Paese, in fondo).



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letteratura
12 marzo 2012
Sopravviveremo?

 

 

 

 

Non t’avevo più rivisto,

da quanto tempo ormai?

sulla neve scarsa saltellare

-arida la Terra la rifiuta?-

solo, chissà dove nascosto,

forse aspettavi il momento,

per ritornare alla sorpresa

di un bimbo che ti scruta.



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letteratura
29 settembre 2011
FACEBOOKIANA (POEMA DEL DUEMILA)

Ogni post che mettiamo in bacheca
passa dalla home e poi si reca
giù nelle cantine di Facebook.
Ogni tanto qualcuno bussa: tic tuc,
dice “mi piace”, approva o contesta
giustamente con la propria testa.
Scriviamo come tanti protagonisti:


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letteratura
28 agosto 2010
L’ANGOLO DELLA POESIA


Ho trovato questi versi scritti su un foglio piegato in quattro, probabilmente usciti da qualche tasca o borsetta (la calligrafia mi pareva prettamente femminile). Mi sono subito piaciuti  e perciò li ho velocemente ricopiati, prima di consegnare lo scritto al proprietario del bar, affinché lo potesse eventualmente restituire a chi c’era seduto prima di me a quel tavolino.  Li ho apprezzati, dicevo, non solo per la costruzione lirica che denota qualità poetiche non comuni, ma anche perchè i contenuti mi ponevano di fronte a una realtà, in cui potevo riconoscermi (come del resto tanti altri della mia generazione). E mi chiedevo chi avesse potuto scriverli:

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CULTURA
10 luglio 2009
L’anima coi calzoni di bambino

Sulle acque calme del Toce * galleggia
la mia anima malinconica e sfatta:
ah! Come vaneggia il cuore e brucia
i pensieri il tempo che in questi
prati di verde spento, sugli alberi
tozzi e scorticati, fra i cespugli
spinosi e mesti, affascinò senza
ritegno la mia fanciullezza!



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permalink | inviato da pqlascintilla il 10/7/2009 alle 12:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
politica interna
1 maggio 2009
1° MAGGIO

 

Gli operai

- bandiere rosse al vento -

gonfiano le piazze

con gomitoli di slogan

e di speranze:

giustizia con i pugni

cuciti alla tuta

blu del cielo.

(Giuseppe Possa: da “Quotidome”)



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CULTURA
13 aprile 2009
La crisi

Siamo in tempi di emergenza!



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